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Amleto


La classe 4 scientifico, accompagnata dai prof. Musumeci e Pizzi, ha allestito e presentato in occasione dell’open day la mostra “Hamlet”, allo scopo di approfondire e proporre ai visitatori le domande che hanno segnato le vicende esistenziali del più famoso personaggio Shakespeareano.

Nel lavoro di letteratura inglese era emerso che alcuni fatti di cronaca che ci avevano profondamente turbato – la strage di Parigi e la morte improvvisa della sorella di un alunno del liceo – avevano suscitato in noi le stesse domande che Shakespeare aveva fatto porre al principe Amleto dinanzi alla morte improvvisa del padre e alla scoperta che la realtà a volte è contraddittoria e sembra tradire le nostre speranze a attese.

Pur avendo apprezzato il percorso fatto a lezione, la maggior parte dei ragazzi non aveva preso in considerazione l’idea che esso potesse diventare il tema di una loro mostra all’Open Day. Il desiderio di concentrarsi su un lavoro più “scientifico” li faceva dubitare sulla riuscita di qualcosa di diverso e a prima vista meno pertinente al loro indirizzo di studi. Il richiamo e la compagnia dei docenti ha contribuito a far prendere sul serio una proposta culturalmente alta scoprendo che non vi è nulla di estraneo all’indirizzo liceale se ha a che fare col significato della vita.

Tutti i ragazzi della 4S si sono coinvolti nel lavoro che è stato condotto su diversi fronti:  l’allestimento di un bellissimo castello medievale in classe; la stesura di un testo attraverso cui il migliore amico di Amleto, Orazio, e il principe norvegese Fortebraccio hanno dialogato sul senso della vicenda di Amleto, ma anche di tutti gli uomini seriamente impegnati con la vita; le riprese esterne e il montaggio del video in lingua inglese che è stato utilizzato per narrare parti della storia.

Sulla scena e dietro le quinte si sono dati il cambio sorprendenti attori, e bravissimi tecnici audio e video che si sono fatti onore  stando nascosti nelle due torri del castello. Ciascuno, con grande impegno e serietà, ha portato avanti un lavoro che tutti hanno imparato a stimare e a sentire proprio perché si sono fidati dei loro insegnanti.

E noi insegnanti abbiamo visto accadere con gratitudine un cambiamento nei nostri ragazzi e in noi stessi, ritrovando conferma che nella vita vale sempre la pena “Essere” e che ciascuno, pur nelle pieghe della sua umanità talvolta ferita, ribelle o rattrappita, può essere un capolavoro se si lascia educare ad usare la ragione e la libertà. La sfida che ci attende è che il passo compiuto non rimanga un bel ricordo ma che diventi la cifra con cui affrontiamo il compito di studenti, di insegnanti, di uomini.