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Chers Amis


Da Parigi.
Pregare e commemorare le vittime vuol dire confermarsi nella responsabilità del compito di educare coltivando e custodendo le radici del Bene, in legami di amicizia che ci uniscono in tutto il mondo perché vinca la vita.
Ecco la lettera e l’invito dell’amico Silvio Guerra, preside del Liceo Charles de Focauld di Parigi.

Miei cari amici,

Di fronte all’orrore di una simile carneficina, chiedo a tutti, nel limite del possibile,di unirsi a noi nella preghiera.

La tentazione più grande di fronte a questo orrore inaudito ed inimmaginabile, è di lasciarsi prendere dall’odio e dalla disperazione che altro non è che desiderio di morte per i  terroristi.

Noi siamo fatti per la vita, per amare la vita stessa di fronte ad avvenimenti così terribili.

Questi stessi avvenimenti dettati dalla morte, che spesso dimentichiamo nella nostra quotidianità, ci fanno riflettere in modo ancora più evidente che siamo stati creati e che siamo nelle mani di un Altro.

Preghiamo per le vittime innocenti di questi attentati, per l’impegno dei nostri politici, e per i nostri concittadini, affinché siano in grado di testimoniare il nostro sì all’ amore per la vita e non per l’odio.

Vi invito  a recitare il rosario, perché Maria nostra Signora è colei che prima di tutti noi ha saputo accogliere la vita di fronte al mistero.

Chers amis,

Face à l’horreur d’un tel carnage, je demande à tous, là où c’est possible, de s’unir dans la prière.

La tentation plus grande face à cet horreur inouï et inimaginable, c’est de laisser monter en nous une réaction désespérée toute aussi haineuse que le désir de mort des terroristes.

Nous sommes faits pour la vie, pour aimer la vie même face à des circonstances aussi terribles.

Ces circonstances, comme notre oubli et notre distraction, nous rappellent de manière encore plus évidente que nous sommes faits, nous sommes dans les mains d’un Autre.

Prions pour les victimes innocentes de ces attentants, pour nos responsables politiques, les forces de l’ordre et nos amis, nos concitoyens afin que nous sachions affirmer et témoigner cet amour à la vie plus que la haine aveugle de la mort.

Je vous invite à réciter le chapelet, car Marie est notre Mère celle qui, avant nous tous, a su accueillir la vie devant des circonstances mystérieuses.

 

16 novembre 2015

Alle 8, nel grande cortile di ingresso, tutti gli studenti e i docenti de La traccia si sono riuniti per commemorare le vittime di Parigi.

Acccompagnati dal canto:  -Only our rivers run free-

…” Cosa c’è di buono nella giovinezza quando invecchi, quale gioia c’è in occhi che non vedono, quando c’è tristezza nella luce del sole e nei fiori, e soltanto i nostri fiumi scorrono liberi?…”

Noi possiamo stare davanti alla grande domanda: perché vale la pena vivere? Perché la scuola con il lavoro di ogni giorno si mette davanti a un padre. E sono proprio le parole che Papa Francesco ha pronunciato all’ Angelus di ieri che sono risuonate per i piccoli della scuola primaria, come per i grandi dei Licei. Papa Francesco ha più ragioni di tutti e rischia più di tutti noi ma dalla sua finestra ci raggiunge con la letizia e la pace di chi è certo che il Bene vince ed è un presente.