Compagnia teatrale licei

Anno scolastico 2015-16 dodicesima stagione di teatro

L’imperatore di Portugallia

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Qui è possibile vedere il servizio di BergamoTV sullo spettacolo teatrale:


“Il teatro mi ha compromesso la vita”

Anno scolastico 2014-15 – undicesima stagione di teatro

Uomo vivo

Uomovivo_Locandina

 Anno scolastico 2012-2013 – decima stagione di teatro

Pinocchio

Pinocchio_La Traccia

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UN LICEO CHE FA TEATRO

Raccogliendo la ventennale esperienza del teatro nelle classi della scuola media La Traccia, undici anni fa – siamo nell’ottobre 2002 – nei licei scientifico e linguistico nasce, sotto la guida del prof. Giuseppe Foppa coadiuvato dal prof. Roberto Rossi, la Compagnia teatrale La Traccia.

Essa debutta con Cirano di Bergerac di E. Rostand e nei due anni successivi si misura con Amleto e Romeo e Giulietta di W. Shakespeare (vedi pagine dedicate).

Anno dopo anno si moltiplicano le occasioni di replicare le rappresentazioni ad un pubblico più ampio e di calcare palchi sempre più importanti nella provincia e nella città di Bergamo.

 

Dal novembre 2005 la direzione della compagnia passa al prof. Roberto Rossi che, insieme alla prof. Sara Perego, guida la Compagnia teatrale nella messa in scena de La piccola città di T.N. Wilder (vedi pagina) sul palco del bellissimo teatro Nuovo di Trescore (BG) che negli anni diventerà la sede eletta ad ospitare tutte le prime della compagnia.

 

Il 2007 è stato l’anno di Novecento, messa in scena per 37 attori tratta dall’omonimo monologo di Alessandro Baricco e diretta da Roberto Rossi, Sara Perego e Davide Cazzani; questo spettacolo, in quattro serate da gennaio a giugno, ha superato i 1700 spettatori ed ha raggiunto un importante palcoscenico milanese, il Teatro San Giuseppe di Brugherio (vedi la pagina).

 

Nell’anno scolastico 2007-2008 la Compagnia raccoglie la sfida di un altro testo ambizioso: Barabba, capolavoro del premio Nobel svedese Par Lagerkvist; il romanzo del 1950, trasformato dall’autore stesso in stesura scenica in due atti nel 1953, racconta la vicenda dell’uomo che, incarcerato e condannato a morte per sedizione e omicidio, per primo nella storia fu salvato dalla morte in croce di Cristo. Ne nasce una innovativa messa in scena che coinvolge oltre cinquanta liceali e fonde azione teatrale e suggestioni cinematografiche grazie alla preziosa collaborazione di Matteo Bini e Davide Crippa, valenti professionisti in ambito cinematografico.

Lo spettacolo, dopo il debutto viene riproposto nel mese di marzo per altre quattro serate: a Gorlago (Teatro Carisma), a Romano di Lombardia (nella splendida cornice della Basilica dell’Assunta) e al teatro Nuovo di Zanica. In queste comunità Barabba viene offerto come occasione di meditazione nel tempo quaresimale e nella settimana santa.

Anche in questa stagione la Compagnia sfiora i duemila spettatori e riceve più richieste di replica di quelle che, per fare spazio ai prioritari impegni scolastici degli studenti coinvolti, sceglie di onorare vedi la pagina).

 

Insieme al significativo esito di pubblico, si impone con evidenza l’intensità dell’esperienza educativa che il teatro rappresenta; così lo commenta la preside dei licei Germana Bonzi: “Anche per me, che da dietro le quinte avevo già visto molto, è stato un avvenimento, un richiamo al grande compito per cui siamo insieme, per cui venite a scuola tutti i giorni, e per cui vengo anche io. Siamo una compagnia al destino. Non ci avreste stanato se non aveste accettato di essere una compagnia. Essere una compagnia al destino. Guidata. Che bello tornare a scuola così!”.

 

Nell’anno scolastico 2008-2009 il percorso della compagnia approda al teatro di Bertolt Brecht con l’opera Il cerchio di gesso, messo in scena per tre serate tra marzo ed aprile presso il Teatro Nuovo di Trescore (vedi la pagina) con la regia del prof. Rossi e del prof. Stefano Nembrini. Fin dal debutto il pubblico ha sottolineato l’intenso livello interpretativo della maggior parte degli attori, una vera opera di insieme che ha valorizzato tutti; gli attori sono stati 43, tutti liceali dalla prima alla quinta e molti di essi erano alla prima esperienza di teatro; da un lato si è resa evidente la maturità di presenza sul palco da parte degli attori che nella compagnia hanno compiuto un percorso più lungo: tra essi la toccante interpretazione di Lorenza Tisi (V linguistico) nei panni della protagonista. Ancora tra gli esiti più interessanti quello di Matteo Senatore (III scientifico), dominatore del secondo atto, nei panni del giudice Azdak che riconoscerà in Grusa la vera madre del piccolo Michele Abasvili. Molto apprezzati gli interventi cantati da parte di un gruppo di attori che hanno eseguito due arie del ‘600 rispettivamente di G. F. Handel e A. Scarlatti; la preparazione dei canti è stata seguita dai maestri di canto Fernanda Colombi e Flavio Ranica; la scenografia, una grande tela dipinta dall’artista Emilio Colombo, ha contributo alla suggestione della messa in scena; i costumi, realizzati ispirandosi a modelli originali russi da uno staff di mamme della scuola che hanno messo a disposizione la loro grande maestria sartoriale hanno completato il tutto. Oltre agli attori un gruppo di otto tecnici (sempre studenti) ha curato l’intero allestimento tecnico, dalle luci ai suoni all’allestimento delle scene.

 

2009-2010: la compagnia alza nuovamente la posta in gioco scegliendo di affrontare una raccolta di racconti, il Diario clandestino di Giovannino Guareschi (vedi la pagina). Si tratta della raccolta di racconti che l’autore parmense scrisse nei due anni da prigioniero dei tedeschi che gli toccarono dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Guareschi non solo li scrisse, ma li lesse ai suoi compagni prigionieri, di baracca in baracca, nei diversi lager in cui scontò la reclusione fino alla liberazione del 16 aprile 1945.

L’originale e riuscitissima messa in scena è stata proposta in quattro serate ad un pubblico di oltre 1300 spettatori, ha fatto sorridere e piangere, ha raccontato – nel più autentico spirito guareschiano – un’umanità che non cede al male, ma che ogni giorno può rifiorire.

L’incontro con Guareschi accaduto nel teatro ha poi generato altri incontri sorprendenti: con i figli di Guareschi, Alberto e Carlotta, presso la casa-museo di Roncole Verdi e con Alessandro Gnocchi, giornalista, scrittore, grande conoscitore dell’opera di Giovannino Guareschi, ospite de “La Traccia in festa” nel giugno 2010.

 

La messa in scena di Delitto e castigo del grande F. Dostoevskij ha sorpreso tutti, tanto da chiedere alla compagnia teatrale di dedicare a tale opera ben due anni di lavoro. Nel primo (anno scolastico 2010-2011) lo spettacolo è stato offerto in quattro serate sul palco “di casa” del teatro Nuovo di Trescore. Nel secondo anno invece la Compagnia teatrale si è trovata coinvolta in un incredibile intreccio di legami e incontri che l’ha portata a replicare lo spettacolo nel teatro di Arte drammatica di Kemerovo (Siberia), presso l’accademia del teatro Malj di Mosca e presso il teatro Novelli di Rimini nell’ambito dell’edizione 2012 del Meeting per l’amicizia fra i popoli.

La straordinaria tournée russa si è concretizzata grazie al gemellaggio della scuola La Traccia con il ginnasio ortodosso di Kemerovo e all’incontro con la prof.ssa Tatjana Kasatkina, considerata tra i massimi esperti russi di Dostoevskij, alla quale, dopo aver conosciuto la compagnia in Italia, si deve l’approdo dello spettacolo nel più prestigioso teatro di prosa di Mosca.

Lo spettacolo dunque è la testimonianza di come, attraverso il teatro, sia possibile vivere un incontro che genera a sua volte esiti educativi e culturali assolutamente sorprendenti. (vedi pagina).

 

 

Ogni anno, e siamo arrivati all’undicesimo anno e alla decima stagione, una cinquantina di studenti dei nostri licei aderiscono liberamente al lavoro della Compagnia teatrale “La Traccia”. Si tratta di un “sì” dato quando il palco è ancora vuoto, quando della messa in scena non si vede nulla e tantomeno si intravede il proprio personaggio. Su cosa poggia il rischio di tanta fiducia da parte di tanti ragazzi che per il teatro impegneranno per mesi tempo e fatica, senza la certezza di un esito? Ogni anno si ricomincia dallo stesso punto: un’opera letteraria e il suo autore, un rigoroso metodo di lavoro, una compagnia guidata da alcuni insegnanti che per primi mettono in gioco il loro “sì”. Tutto qui. Se una storia, un metodo e una compagnia ci sono, allora si può cominciare a dare tutto, ad obbedire alla misteriosa opera che prenderà forma sul palco e, sorprendentemente in ciascuno di noi, “soggettisti, attori, operatori e spettatori”.

L’esito ogni anno è impressionante, nel livello della qualità artistica del risultato, nella risposta del pubblico, ma soprattutto per lo sbocciare commovente e inaspettato di un’umanità nuova nei tanti ragazzi che mesi prima avevano rischiato una promessa. Pirandello lo direbbe così: “Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è”.