2009 Il cerchio di gesso

Brusio… Velluto rosso… Buio… Silenzio… Inizio… quando si apre il sipario non puoi che restare senza fiato un po’ inconsapevole di ciò che succederà di lì a poco… il tuo cuore sobbalza, resta estasiato quando vedi una sessantina di liceali recitare alla perfezione, con serietà e impegno… quando vedi una che stringe con fare amorevole un telo avvolto, quasi come se quel pezzo di stoffa avesse un’anima, fosse vivo… quando vedi Azdak che nella comicità riesce a svelare tutta la drammaticità di un popolo… ti sorgono delle domande: da dove nasce tutta questa passione? Chi li ha spinti a fare tutto questo? La scelta delle parti (oserei dire assolutamente perfetta: Lorenza, Matteo, Arianna e molti altri non hanno interpretato nessun personaggio, ma hanno fatto divenire proprio quel personaggio, quasi come se sul palco la situazione fosse capovolta, una Lorenza interpretata da Gruša o una Arianna interpretata da Natella Abasvili) su quale criterio è stata basata?

 

Penso che tutto vada ricercato a monte, agli inizi, quando a questi ragazzi è stato posto un invito, non un semplice invito, ma di quelli con la I maiuscola, perché tutto nasce da un rapporto di fiducia; si sono fidati di qualcuno più grande di loro, qualcuno che già da tempo aveva vissuto quell’ esperienza. La loro risposta all’invito, allo stesso modo, non è stata un semplice sì, come di quelli che si dicono molte volte passivamente nei dubbi della quotidianità, ma una Scelta nella quale si sono giocati una parte del loro Destino.

 

Durante il vostro spettacolo siete riusciti a commuovermi e a farmi piangere, ma soprattutto a farmi invidiare (in senso buono) quell’esperienza di cui voi siete partecipi e per questo vi ringrazio.

 

(Uno degli ultimi commenti inviato da uno spettatore dopo le repliche di aprile)

Il cerchio di gesso_La Traccia

In arrivo le repliche de “Il cerchio di gesso”

Martedì 28 e mercoledì 29 aprile, alle 20.30, presso il teatro Nuovo di Trescore. In segreteria sono a disposizione gli ultimi pass di prenotazione dei posti in teatro.

 

Il cerchio di gesso_La Traccia

Nuovo debutto

Giovedì 19 marzo, ore 20.30, presso il Teatro NUOVO di Trescore Balneario la compagnia La Traccia debutta con il suo nuovo settimo lavoro teatrale: Il cerchio di gesso di Bertolt Brecht.

Da mercoledì 4 marzo è possibile richiedere in segreteria i pass di prenotazione dei posti in teatro.

Lorenza Tisi nei panni di Grusa_La Traccia

Ecco un’introduzione all’opera realizzata da Corrado Belotti, studente di quinta scientifico, nata da una conversazione con il regista prof. Roberto Rossi:

“Sappi, donna, che chi non ode il grido d’aiuto ma passa con orecchi indifferenti, mai più udrà”.

E’ la Russia degli zar l’anfiteatro in cui Grusa, serva presso la casa del principe Kazbeki (assassinato in seguito ad una rivolta), è costretta a scappare per mettere in salvo la vita innocente di Michele, l’erede abbandonato, ancora in fasce, dalla famiglia in fuga.

E’ la storia di una donna che si lascia vincere dalla terribile tentazione della bontà, scegliendo, lei sola, di farsi commuovere da quel grido di aiuto. E di portarlo con sé. Uscendone ancor più donna, madre, Grusa.

Bertolt Brecht allestisce ne “Il cerchio di gesso del Caucaso” un presepe di personaggi messi alla prova da quel semplice gesto. L’umana, spontanea e naturale compassione verso un esserino così indifeso, rende epico il tentativo della protagonista di servire ciò che le si è reso evidente come Buono e Giusto.

Epico perché tale corrispondenza con ciò che è bene, è continuamente ostacolata e negata dal contesto in cui nasce: tutta la Russia è devastata dalla piaga della guerra e della paura. Nessuno più può curarsi di quel bambino.

Soltanto l’amore di lei sembra dare credibilità, salvare in qualche modo, quel mondo disumanizzato.

In concomitanza con le vicende drammatiche di Grusa, viene narrata la storia del giudice Azdak: egli giudica con acuta ironia, partendo dalla compassione che prova per gli oppressi e i più deboli.

Esemplare, allora, è il processo che lo vede giudicare l’operato di Grusa.

Brecht sembra qui affermare la possibilità di una legge che sancisce e conserva a livello universale ciò che è Buono e Giusto a livello individuale. Insomma: la possibilità che un’istituzione custodisca il bene che la tentazione della bontà svela all’uomo.

Il cerchio di gesso_La Traccia

 

Il cerchio di gesso_La Traccia

Il cerchio di gesso_La Traccia