2010 Diario Clandestino

“Anche Guareschi mi ha colpito, diverso, ma con la sua identità intatta: il filo spinato, il dolore, di qua e di là, non hanno il potere di scalfire la bellezza e la gioiosità della vita, ma le rendono più vere e più necessarie.”

 

“Giovannino si riscopre uomo in una situazione d’assoluto bisogno, e se da un lato il rischio di ridursi a mattoni nel muro resti altissimo, decide di restare vivo.”

Diario clandestino_La Traccia

“L’unico modo per sopravvivere al lager sembra essere legati alla realtà, accettandola nel bene e nel male, nel bianco e nel nero, senza mai rinunciare alla speranza di ritrovarsi sotto i piedi l’amata terra di casa.”

 

“La cosa bella è che non finisce niente, perché se anche il palco può essere spogliato dell’allestimento, nessuno mai spoglierà noi. Nessuno ci toglierà Guareschi e il suo sguardo sincero nei confronti della realtà; nessuno ci strapperà quel desiderio di libertà che Guareschi ci ha riscritto dentro; nessuno cancellerà quello che di noi abbiamo scoperto in questo anno, quello che di noi è cambiato.”

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“Sì, domani è l’ultima replica, ma io una cosa così non la chiamo fine, la chiamo inizio.”

 

“Perché impegnarsi nelle cose solite di tutti i giorni, anche in quelle banali e non particolarmente esaltanti, se non per scoprire che proprio lì dentro è incontrabile quella libertà scoperta da Giovannino?”

 

“Un giorno dovete spiegarmi come fate, perché davanti a voi io mi sento scoperta, a nudo, spiata e raccontata in un modo straordinario.”

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“Non importa se il pacco si rovescia e il sapone è mischiato al tabacco. Il groviglio di umanità che siamo non è più ostacolo a noi stessi, è condizione, a volte dolorosa e faticosa, ma si può persino sorriderne, se ci si guarda con simpatia, se si inizia ad amare persino la propria fame come possibilità di cambiamento e di scoperta reale di sé. E si può arrivare a desiderare di rimanere prigionieri per sempre, in un lager, pur di non perdere più quella verità di sé stessi ritrovata.”

 

“Adesso sta davvero a me “nascere” di nuovo, uscire dal grembo e, nel cuore tutta la bellezza vissuta, affrontare tutto quello che ci è chiesto di vivere.”

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“Il giorno dopo in università le cose sono diventate più pesanti (in senso buono!), più consistenti, più decisive. Tant’è che ho dovuto spiegare al mio compagno di studi cos’era accaduto la sera prima. Avete toccato un nervo scoperto, inaspettatamente mi avete reso teso.”

 

“Io non ho un cuore straziato per il debutto del diciannove marzo. Io ho il cuore straziato – uno strazio amabile – ogni lunedì, ogni venerdì, ogni volta che il nostro teatro accade. Perché sono costretta, a cena, a guardare i piatti e le posate in un certo modo. Perché chiedo tanta luce. Perché ho bisogno di una libertà come quella di Giovannino. Perché voglio fiorire. E tu che semini, continua a darmi acqua. Sono sempre più assetata. Non vedi? Sto diventando donna. Qui.”

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“Diario Clandestino m’ha lasciato impresso una domanda che mi affligge in ogni cosa che faccio, nello studio, nello stare in casa e con gli amici: la prigione può essere una liberazione? Non so voi, ma a me la possibilità che di fronte alla fatica dello studio o dello stare davanti alla famiglia o agli amici (che non sono mai come si vuole), ci sia qualcosa di più, un’altra strada più vera e più liberatoria interessa tantissimo. Che con la prospettiva di passare ore davanti a dei libri, io possa dire: “che gusto fare lo studente”, allora questa è una manna dal cielo. Non essere più schiavo: mai più schiavo di tutto il male che mi circonda!”

 

 

“Per fortuna che ero su quel palco, in quella baracca a recitare “Diario Clandestino”, a vivere “Diario Clandestino”  e a lasciarmi plasmare da “Diario Clandestino”. Ho ritrovato me stesso. Proprio come Giovannino in “finalmente libero”. In quell’ora e mezza nudo, sul palco, a raccontare questa scoperta meravigliosa. Una scoperta che ti cambia come persona. Perché l’immondizia del vivere convenzionale non ha più l’ultima parola, non è più una prigione. E allora posso studiare, posso scrivere, posso arrabbiarmi, posso vivere: senza odiare niente e nessuno. Posso essere vero ed intero di fronte a qualsiasi cosa.”

Diario Clandestino_La Traccia

“Il “Diario Clandestino” mi ha chiesto di essere libero totalmente nel guardare con tenerezza tutto di me.”

 

“Per sei mesi ho visto accadere una bellezza inesauribile di cui, più che come aiuto regista, ho goduto come spettatore, perché era sempre nuova e imprevedibile. E come sempre la bellezza ferisce, perché suscita una nostalgia di tutta la bellezza che uno ha visto nella sua vita. Ma oggi non mi sento orfano di quella bellezza, perché ha lasciato in ogni giorno una drammaticità più profonda. Perché la ferita che brucia mi ricorda chi sono e cosa ho visto. Mi ricorda tutto ciò che amo.”

 

“Sono presa da una contentezza per ieri sera che va anni “oltre la soddisfazione pratico-tecnica”, e che sta tutta nell’essermi resa conto di aver dato frutto, io e il mio pugno di terra. Che è davvero diventato un campo di grano. L’ho tenuto fra le mani per tutto lo spettacolo, e ho visto gli altri tenere stretto il loro. E lo tenevano ancora tutti, sabato mattina, in classe, nei corridoi, nel momento della prova più cattiva, quando devi fare i conti con le cose di tutti i giorni, nello specifico, l’interrogazione di fisica e la verifica di biologia.”

Il nuovo cantiere della Compagnia teatrale La Traccia ha finalmente iniziato i lavori lunedì 26 ottobre, giorno in cui alla temeraria e trepidante cinquantina di liceali (40 attori e 8 tecnici) è stata lanciata la sfida letteraria dell’anno: “Diario clandestino” di Giovannino Guareschi.

Si tratta della raccolta di racconti che l’autore parmense scrisse nei due anni da prigioniero dei tedeschi che gli toccarono dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Guareschi non solo li scrisse, ma li lesse ai suoi compagni prigionieri, di baracca in baracca, nei diversi lager in cui scontò la reclusione fino alla liberazione del 16 aprile 1945.

“Guareschi in quei giorni tragici non cedette, nè materialmente nè, soprattutto, spiritualmente. Diceva: “Non muoio neanche se mi ammazzano”. Non morì. E oggi è più vivo che mai.”

Ci vediamo alla prima.

Prenotazione pass per la prima e le repliche di aprile

Da lunedì 1 marzo è possibile prenotare presso la segreteria della scuola i pass per le tre serate di spettacolo in programma.

 

Mercoledì 14 aprile 2010: nuova serata di replica

Per rispondere alla grande richiesta del pubblico, alle due serate di replica già in programma (15 e 16 aprile) se ne è aggiunta una terza per mercoledì 14 aprile, alle 20.30, presso il Teatro Nuovo di Trescore. Le prenotazioni sono già aperte presso la segreteria della scuola.

La compagnia teatrale alla festa della Traccia

Presso la “Traccia in festa” in programma dal 27 maggio al 6 giugno, la Compagnia Teatrale sarà presente per raccontare l’esperienza del “Diario clandestino” nelle seguenti modalità:

– una mostra allestita presso lo spazio espositivo della festa;

– un book fotografico in vendita presso il banco dei libri;

– un evento che si terrà presso il Palatenda sabato 29 maggio alle ore 18.30 che avrà come ospite Alessandro Gnocchi, grande studioso di Giovannino Guareschi. Il nostro illustre ospite e i liceali della compagnia teatrale si racconteranno il loro personale incontro con Guareschi.