Mostra III linguistico

PLATONE: UN OCEANO DI SIGNIFICATO

III linguistico 2010/2011

 

 

Una mostra in due stanze che vuole rivisitare il mito della caverna di Platone e verificarne l’attualità. Domina, nella prima stanza, l’apparenza a cui il contesto sociale vuole costringere l’individuo e l’apparenza a cui l’individuo, nel suo quotidiano vivere, cede. Ma allora non vi è possibilità per l’uomo di vivere con verità? La seconda stanza offre un’ipotesi, una strada:  ridestati da un abbraccio, vivere lealmente la propria esigenza di verità, di giustizia e di amore ed immergersi così nell’oceano di significato del reale.

      I stanza                                                                

 

 

     II stanza

 

INTERVISTA A MARTINA CAROLI, III L

Da dove è nata l’idea di allestire questa mostra?

L’dea di allestire una mostra riguardante il mito della caverna di Platone e la sua attualizzazione ai giorni nostri è nata da una proposta dei professori. All’inizio i più convinti erano i ragazzi di III B, noi eravamo un po’ scettiche rispetto alla buona riuscita del lavoro. Ma poi nel proseguire l’allestimento abbiamo capito che il problema che il mito ci pone, cioè la scelta tra apparenza e realtà, è talmente universale che non poteva lasciarci indifferenti.

 

 

Cosa hai scoperto preparandola?

Ho subito intuito che accettare la sfida di una mostra così non era cosa da poco. Riuscire a rendere a livello fotografico i concetti di apparenza e realtà senza rischiare di cadere nel moralismo o nella banalità non è stato semplice. Ma ci siamo basati molto sulla nostra esperienza. La gente che viene ad ascoltarci vede soprattutto noi perché nella nostra mostra non ci sono scritte né pannelli. Ci giochiamo, mi gioco tutto, di fronte a sconosciuti perché quello che racconto non è un mito di 2000 anni fa, è la fatica, la battaglia di tutti i giorni nella vita.

E questa mostra mi aiuta a tenere presente di più le mie vere esigenze, quelle costitutive, reali, di cui a volte mi dimentico.