Verso il Trentennale

Raccogliamo qui di seguito testimonianze e contributi di chi La Traccia l’ha incontrata agli albori della sua storia.

La prima è di Padre Paolo Cortesi, ex Alunno in missione in Bulgaria.

Carissimi amici de La Traccia…

Fra pochi giorni festeggerò i miei primi quarant’anni, quindi vuol dire che ho frequentato La Traccia 30 anni fa, agli albori dell’avventura di questa scuola che assomiglia più ad una famiglia. Se non sbaglio i conti, e la memoria non mi inganna, sono entrato nell’allora seminario dei Passionisti di Calcinate nel settembre 1985. Ricordo di come mi sentivo piccolo in quel grande casermone un po’ freddo, dove oltre al seminario c’era pure il nascente Museo d’Arte e Cultura Africana e la nascente Scuola Media La Traccia.

Allora eravamo in pochi, c’erano solo due sezioni, la A e la B. Io ero nella A. Ho molti ricordi ancora nitidi legati a quei tre anni di medie. In particolare ricordo la passione con cui l’armando Baldissin provava ad affascinarci della scienza, la stessa passione con cui la prof. Lorena Marchesi ci insegnava l’inglese, e poi il Valtellina, il preside D’Ambrosio e gli altri.

Son passati trent’anni, ma ricordo ancora benissimo il clima di amicizia e di passione per le cose belle che c’era: andavo ogni mattina a scuola contento, non solo di imparare qualcosa, ma contento di condividere il tempo e le ore con degli amici più grandi innamorati delle cose belle di questo mondo.

Ovviamente mi ha arricchito moltissimo il modo di fare scuola da cristiani, cioè da amici di quel Signore che facendosi uomo ha reso affascinanti tutte le cose umane. Poi il tempo è volato: ho continuato il seminario con i Passionisti a Como, poi a Verona, poi a Roma e ancora Verona. Sono stato ordinato diacono nel 2000 e sacerdote nel 2001; ho “lavorato” come viceparroco a Milano, fino al 2010, nella parrocchia di S. Maria Goretti, vicino alla Stazione Centrale. E nell’ottobre 2010 mi hanno mandato (i superiori, ma penso ci sia lo zampino anche di quella colomba di Spirito Santo!) qui sul Danubio, in Bulgaria. Ci sarebbero tante cose da raccontare su questa nuova avventura bulgara! Se avremo occasione di incontrarci… vi racconto tutto.

Buon 30° compleanno! p. Paolo Cortesi cp

PS: allego una foto della III A, penso sia del 1987/88.

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Testimonianza di Padre Fulgenzio

Una lunga traccia, una traccia profonda nel cuore di decine di migliaia di bambini, ragazzi e giovani. Ho avuto la fortuna di vederne il primo solco, i primi semi, i primi frutti ed i primi tentativi di presentare ai giovani un’alba radiosa di vita e una triplice apertura: apertura alla divinità, apertura all’uomo e apertura al mondo.

Apertura al divino, e quando vi è questa apertura la vita del giovane si svolge in una contemplazione che lo porta a comprendere che lo spirito è oggi presente più che mai, che agisce nel mondo e lo salva e che chiama tutti ad inserirsi in questa affascinante storia di salvezza rendendoci cooperatori gli uni degli altri.

E questa risposta allo spirito diviene apertura all’uomo e comporta un impegno non eludibile e quotidiano con gli uomini, con i fratelli. E così il giovane si sente chiamato a convivere con gli altri in fraternità, a dividere con essi i beni di questo mondo e ad esprimere loro il proprio amore in forma di servizio fraterno e rispettoso.

Apertura al mondo. E questo compito lega alla terra l’uomo che vive secondo lo spirito e lo fa partecipare ai gaudi e alle speranze, alle tristezze e alle angustie dei fratelli.

Mi è bello il ricordo: vedere, accanto a me, ogni mattino, arrivare i primi allievi, i primi insegnanti e i primi operatori di un grande Progetto di Vita. Un progetto che include la totalità della vita: lo studio, il pensare, l’operare, l’essere in relazione con gli altri.

Ho subito apprezzato e sostenuto questo grande progetto di fede e di amore. Un progetto che crede in Dio e nell’uomo.

E la Traccia crede e agisce.

E credere è dire “sì” e “amen” alla bontà ed al senso della vita poiché in essa ed oltre ad essa sta il Signore. Credere è proclamare che la bellezza, l’amore e la bontà e quanto valorizza la vita non sono effetti di forze impersonali o solo prodotti di relazioni sociali, ma invece provengono da un Tu che è Padre e Amore.

Credo che per 30 anni la Traccia abbia percorso il suo cammino come dal suo programma iniziale e mi auguro che per altri molti anni prosegua questo luminoso andare ogni giorno, accanto e con oltre mille ragazzi, verso questo nostro povero ma caro mondo, amandolo e servendolo nella più forte solidarietà.

Qui sotto alcune immagini degli inizi della Traccia, quando ancora era gestita dai Padri Passionisti e ospitava un Museo Africano.