Vienna, classi quarte

Lo studio della storia dell’uomo del suo tentativo artistico, culturale e politico  dovrebbe sempre iniziare guardando nel presente cosa c’è di vivo e scrutarlo ala ricerca delle sue fondamenta. Per questo passando per Salisburgo, visitando la casa natale di Mozart e proseguendo poi  il nostro  viaggio verso Vienna  abbiamo avuto un’ incredibile occasione di fare scuola. La città si presenta viva e ordinata, piena del suo glorioso passato di cui il palazzo di Hofburg è viva testimonianza storica. La sua cattedrale, Santo Stefano, situata al centro della città, costruita in stile romanico e gotico, ne mostra ancora  il cuore  cattolico. Bellissimo e imponente Schönbrunn, il castello imperiale che sorge alla periferia di Vienna.

La ricerca  che ci ha condotti durante il nostro viaggio è stato sorprendere la debolezza dell’impero di fronte alla sfida delle nuove realtà politiche  Europee: gli stati nazionali.

“Il segreto conflitto fra stato e nazione era venuto in piena luce già al momento della nascita del primo stato nazionale moderno, quando la rivoluzione francese aveva combinato la dichiarazione dei diritti dell’uomo con la proclamazione della sovranità nazionale. Gli stessi diritti fondamentali erano stati rivendicati a un tempo come l’inalienabile patrimonio di tutti gli esseri umani e come patrimonio specificamente nazionale di un popolo sovrano. La nazione era stata contemporaneamente dichiarata soggetta alle leggi e sovrana,cioè svincolata da qualsiasi legge universale al punto da non riconoscere nulla di superiore a se stessa. ( …) Il nazionalismo era essenzialmente questo pervertimento   dello stato in uno strumento della nazione, l’identificazione del cittadino con un elemento del gruppo nazionale”[1]

La fonte primaria della legittimità politica sta nel popolo-nazione: così,in nome della collettività nazionale ristrette elite dicono di agire per il bene della nazione. Si tratta allora di insegnare la nazione a artigiani, operai, contadini, massaie, piccoli commercianti. Si tratta di far sentire tutti parte della nazione e di riconoscere in questa il proprio diritto all’esistenza. Per realizzare questo ambizioso progetto ideologico si ricorse  soprattutto a tre strumenti: la scuola, l’esercito e i rituali pubblici (La scuola rigorosamente di stato ovviamente).

Perché l’ideale nazionale riuscisse vincitore occorreva abbattere l’impero che riuniva in sé popoli di nazionalità diversa e rappresentava una sfida storica e culturale al nascente nazionalismo. L’impresa fu facile ma costò all’Europa un prezzo colossale in termine di vite umane di benessere e di prosperità: era iniziata la prima guerra mondiale e con questa si ponevano le basi del la nascita del totalitarismo del quale  il lager nazista di Mauthausen, che  si trova sulla sinistra del fiume Danubio, è ancora oggi una drammatica e viva  testimonianza.



[1] Hannah Arendt “le origini del totalitarismo”pag 322