Sabato 10 novembre, si è spento il prof. Gianfranco D’ambrosio, preside della scuola media La Traccia dal 1988 al 2008. Tutta la scuola, i docenti e il personale, gli alunni e gli ex alunni, i genitori, esprimono la loro vicinanza alla moglie Claudia, ai figli e ai nipoti per la perdita del caro Gianfranco. Siamo nel contempo colmi di gratitudine per il contributo intelligente e appassionato che il nostro caro preside D’Ambrosio ha offerto alla crescita di tanti insegnanti, alunni e genitori e alla costruzione dell’identità educativa, culturale e didattica della scuola La Traccia.
È possibile fargli visita presso la sua abitazione, al Cascinone, in via Case operaie 44 a Treviglio.
I funerali si terranno martedì 13 novembre alle 15.30 presso la chiesa parrocchiale di San Martino a Treviglio.
Chiediamo a tutti la collaborazione nel diffondere la notizia presso i tantissimi studenti, genitori e docenti che nei venti anni di instancabile lavoro alla Traccia, Gianfranco D’Ambrosio ha incontrato e accompagnato.
“Ha insegnato agli studenti a studiare,
agli insegnanti ad insegnare,
ai genitori ad essere padri e madri.
A tutti, in qualche modo, ha insegnato ad essere uomini”.
IL RACCONTO DI FRANCO NEMBRINI
Era la primavera del 1988, giusto vent’anni fa, nasceva La Traccia, figlia di una Cooperativa inesperta ed entusiasta.
Passarono i primi quattro anni, tra slanci di una generosità eroica ed errori da far venire i capelli grigi a ripensarci. Ma più il tempo passava e più ci si accorgeva che mancava qualcosa di fondamentale: c’era la madre – la Cooperativa – che come ogni madre provvedeva con assoluta dedizione, con un amore tenace, a tutte le necessità quotidiane; c’era il figlio – la scuola – che sia pure barcollando e picchiando la testa ogni tanto cominciava a muoversi sulle sue gambe e ad apprezzare i suoi primi risultati. Cosa mancava? Mancava un padre. E si sa: una educazione senza padre non è possibile. Perché se la madre garantisce il perdono quotidiano senza il quale è impossibile vivere, il padre garantisce la strada, il radicamento nella tradizione, la grande prospettiva che rende ragionevoli e certi i passi di ogni giorno. Bisognava trovare un padre, uno che accettasse di diventare padre di un figlio non suo, un uomo saggio, competente, capace di indicare la strada e di accompagnare tutti a diventare grandi, con decisione e pazienza. Conoscevo da anni Gianfranco D’Ambrosio, soprannominato Shope fin dagli anni dell’Università per via della sua passione per la filosofia (Shope è il diminutivo del nome del filosofo Shopenauer). Lo conoscevo e lo stimavo come un grande educatore, insegnante di lettere nelle scuole medie statali. Andai a trovarlo e gli feci la proposta di lasciare il posto nello Stato per venire a lavorare da noi. Altro grande segno della Provvidenza: ponderò a lungo la decisione, come è giusto che faccia un accorto padre di famiglia, e alla fine disse di sì.
Il primo settembre 1988 la Traccia aveva un nuovo Preside, aveva finalmente un padre. Anzi, non è che avesse un Preside, aveva “Il Preside”: per generazioni di studenti e di genitori Shope è stato Il Preside per antonomasia. Forse molti di loro non ricordano neppure come si chiama, perché semplicemente era ed è, per tutti, Il Preside. Vent’anni di presidenza, vent’anni di paternità: si potrebbe sintetizzare così il suo contributo alla storia della nostra scuola. Ha fatto molto di più di quello per cui lo avevamo chiamato: ha segnato una strada, ha elaborato un metodo educativo, è intervenuto fin nella didattica delle diverse discipline creando strumenti e strategie che si sono rivelate geniali perché adeguate ai tempi, alle circostanze, alle persone. Ha insegnato agli studenti a studiare, agli insegnanti ad insegnare, ai genitori ad essere padri e madri. A tutti, in qualche modo, ha insegnato ad essere uomini.
Spesso, per descrivere la caratteristica fondamentale della nostra scuola, usiamo dire che quel che educa alla Traccia è l’aria che si respira, è un clima che uno incontra quando entra, non è solo la bravura di ogni singolo insegnante. Quante volte i genitori ce lo hanno testimoniato, pieni di sorpresa e di gratitudine nell’osservare gli straordinari cambiamenti che avvenivano nei figli e in se stessi! Bene, quell’aria lì, quel clima per cui a scuola si sta bene, si impara tanto e volentieri, ci si sente a casa, lo dobbiamo a lui, alla sua paziente saggezza, al suo animo perennemente bambino, sospeso tra slanci poetici – e poeta lo è davvero, vincitore di diversi concorsi a livello nazionale e internazionale – e puntigliosa precisione nel lavoro. Scrittore di testi scolastici e di piccoli saggi, ha dato alla scuola la profondità di un respiro culturale a 360 gradi, che tutto accoglie, giudica, valorizza.
Grazie Preside!
Franco Nembrini




