Nel corso della Settimana Santa abbiamo sentito il desiderio di vivere insieme ai nostri ragazzi e bambini un gesto introduttivo ai giorni del Triduo Pasquale. Per questo in modalità diverse, i docenti della primaria, delle medie e dei licei si sono coinvolti con i propri alunni in un momento libero di riflessione e di preghiera. Le maestre e i maestri della primaria hanno preparato per i bambini e le loro famiglie un video con la proposta di una piccola Via Crucis guidata da don Davide – curato di Cologno al Serio – e accompagnata dalle letture e dal canto registrati dai docenti; i professori delle medie hanno invitato i ragazzi a un momento di lettura di brani del Vangelo e di ascolto di canti, accompagnati dalla meditazione in video di Don Antonio Gamba. I liceali hanno partecipato alla proiezione di un video realizzato dalla Compagnia Teatrale La Traccia, nel quale i ragazzi, sfidando l’ottimismo un po’ superficiale degli slogan, hanno dato vita alle parole straordinariamente attuali dei Promessi Sposi, recitando la descrizione della Peste e il dialogo fra Lucia, Renzo e Fra Cristoforo al Lazzaretto.
Ciò che ci ha maggiormente sorpreso è ciò che è accaduto nel corso di questi semplici gesti. Ci siamo accorti di un silenzio, di una intensità, di una partecipazione dei ragazzi che ha lasciato a bocca aperta innanzitutto noi. Una prossimità, una unità, una profondità di presenza che commuovono. Perché quando il cuore di un ragazzo si esprime in tutta la sua capacità di immedesimazione è sempre una sovrabbondanza incalcolabile, più grande di qualsiasi sforzo di organizzazione o di preparazione. Per questo abbiamo voluto raccontarvela, attraverso il racconto di tre docenti.
“La Via Crucis per i bambini della scuola Primaria La Traccia è un momento speciale, che coinvolge adulti e bambini. Me ne sono accorta lo scorso anno, quando per la prima volta l’ho vissuto.
Un percorso alla portata dei più piccoli, che tutti vivono con serietà fin dall’inizio, che dona momenti di silenzio e riflessione, in cui i partecipanti si sentono vicini e insieme in cammino.
Sicuramente ho capito che la trepidazione dei bambini è dovuta anche, forse in gran parte, al momento conclusivo, quando il bambino più piccolo della scuola rompe il grandissimo uovo di cioccolato e tutti ne mangiamo (almeno) un pezzetto. Quanta gioia in quei momenti di condivisione e di risate! Quanta malinconia a ripensarci adesso.
La Pasqua non si ferma per il coronavirus. Questo è quello che noi docenti ci siamo detti in un collegio docenti. Da qui l’idea di creare un video che raccontasse la via crucis ai bambini e che ci facesse sentire presenti in questo momento così importante per i cristiani. Il video ci accompagna e ci suggerisce riflessioni che in questo periodo storico diventano ancora più significative. Personalmente il personaggio di Simone di Cirene, immagine di tutti coloro che aiutano gli altri a portare le proprie croci, ha assunto per me tutta un’altra sfumatura. Adesso mi fa pensare a chi sta sostenendo e dando un aiuto a chi non ha nulla, ai medici, agli infermieri, alle forze dell’ordine, ai cassieri. Penso anche ai vicini di casa, che decidono di dare una mano a chi è più in difficoltà, o a chi anche solo si ritaglia del tempo per quella lunga videochiamata al nonno, che con questi nuovi modi di comunicare fa disastri, ma che ritrova un gran sollievo nel vedere i volti di chi ama. Sono tantissime le testimonianze di amore da cui siamo circondati in questo momento, sono grata!
Mi sono domandata se i miei alunni avessero guardato questa breve Via Crucis, se ne avessero tratto qualcosa per loro. Proprio mentre mi chiedevo questo, mi è arrivato il messaggio di una delle mamme della mia classe che diceva:
“Ciao maestra, che super regalo questo video della Via Crucis! L’abbiamo appena visto tutti insieme. Era comprensibile e fatto benissimo. Vi ringrazio perché è stato un modo vero (anche se telematico) di vivere questo momento. È una fortuna avere una scuola Amica. Buona Pasqua!”
Il messaggio è arrivato, la scuola c’è, noi ci siamo. Gesù è risorto. La Pasqua non si è fermata per il coronavirus”.
“Sono molto grata a chi ha proposto a noi professori di preparare un semplice momento per rivivere con i ragazzi il mistero della Pasqua.
Già solo nel sentire la proposta mi sono scoperta desiderosa di stare insieme ai ragazzi di fronte a quel Fatto che ha cambiato la mia vita. E questo desiderio in fondo superava le preoccupazioni più legittime: cosa gli diremo? Riusciremo ad essere veri con loro, non formali? A consegnare loro senza nasconderci qualcosa di tanto prezioso per noi, ma anche così personale? Come costruire un momento semplice, non pesante e accessibile proprio a tutti?
Fin da subito mi sono accorta di non essere sola: don Antonio ci aveva regalato un video, tanti colleghi hanno recuperato i bellissimi testi delle vecchie vie crucis della Traccia, il papa aveva fatto una predica commovente la domenica delle Palme.
Così costruire insieme quel momento è stato più un guardare e un partecipare che un fare.
E questo ha portato dei frutti inaspettati, specie in questo periodo drammatico: la letizia e la contentezza in noi professori nella preparazione e durante il gesto, lo stupore e la gratitudine di certi alunni, l’unità bella e semplice che si è creata anche tra noi adulti.
È stato, insomma, un momento in cui abbiamo tutti visto riaccadere sotto i nostri occhi quella Resurrezione che celebriamo nella Pasqua!”

“È stato sorprendente riconnettermi con la seconda scientifico e vedere i ragazzi – anche se da dietro uno schermo – segnati da quanto appena accaduto attraverso le parole, i gesti e le immagini apparsi nel video. Ci siamo ritrovati, io e loro, in silenzio. E sono trascorsi tre minuti in cui ciascuno, affacciato dalla propria virtuale finestra, ha guardato quel pieno silenzio, senza il minimo disagio. Nessun commento, né da parte mia né da parte loro, ha accompagnato la fine dell’ora: quel silenzio, carico di stupore, parlava da sé”.