#LaTracciaRacconta

In questo periodo siamo testimoni di tanti fatti che ci stanno facendo approfondire lo scopo e l’origine della nostra esperienza educativa e che vi racconteremo in una nuova formula del foglio avvisi, sul sito e sui nostri canali social.

Il primo racconto inizia con una nuova lettera del nostro rettore e dei presidi.

 

Carissimi genitori, carissimi ragazzi e colleghi,

Desideriamo poter esprimere la nostra vicinanza con il pensiero e con la preghiera a quanti fra voi stanno vivendo il dramma della malattia, o del lutto in famiglia.

Durante i video collegamenti coi ragazzi riceviamo spesso notizie sul clima di sofferenza che in tante case si respira in questo periodo, cosa che ci addolora e ci fa sentire il desiderio sincero di poter offrire un conforto e un sostegno. In questi giorni siamo molto colpiti dall’intensità che si respira durante i video collegamenti coi ragazzi: le loro domande, i loro racconti, la loro letizia di vedere gli adulti e i compagni ci stanno facendo capire in modo radicale quale bene sia la scuola, quale valore costituisca l’esperienza educativa.

Riceviamo quotidianamente lettere e racconti di voi genitori e dei nostri insegnanti, colpiti dal tipo di fermento che sta accadendo nei ragazzi e nei bambini: la drammatica circostanza del Coronavirus sta costituendo una forte provocazione, un invito alla maturazione, e vediamo in tanti di loro una nuova consapevolezza di che valore abbia il poter imparare all’interno di una relazione umana, il poter conoscere ogni giorno la novità, la bellezza, la profondità delle cose.

Per questo sentiamo che in questi giorni, quando si accende il collegamento della video lezione, quel che accade è veramente l’educazione: “Introduzione alla realtà totale”, come la definiva Don Giussani. Crescere è poter entrare insieme nella realtà, fino alla sua misteriosa profondità, fino alle domande drammatiche che suscita in ciascuno, accompagnati da adulti che vivono le stesse domande e i medesimi drammi, ma hanno una ipotesi positiva perché loro per primi ricevono quotidianamente uno sguardo pieno di quella speranza che non delude, carico di quella stima infinita per ciascuno di noi che arriva a dire: “Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati”.

Commossi da questo sguardo di infinita tenerezza per ciascuno di noi e per le nostre sofferenze, ci teniamo a farvi arrivare il nostro abbraccio.

Il rettore e i presidi.