#LaTracciaRacconta
Straordinario quotidiano

I ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di I grado hanno partecipato al concorso fotografico “Straordinario quotidiano” promosso dalla Fondazione Grossman.
Sono 3 i nostri ragazzi arrivati in finale: Dario Pelis (3D); Camilla Mottini (3E) e Sara Pedata (3B).

Complimenti al nostro Dario Pelis, che con la foto “Il sole visto da qui” è tra i vincitori, terzo classificato tra i 39 finalisti di 480 partecipanti

Qui vi presentiamo i tre vincitori del concorso interno alla nostra scuola e una selezione delle immagini più significative.

“SOTTO SOPRA”

Ho deciso di fotografare il riflesso di una casa nella mia piscina che c’è sempre stato ma non ci ho mai fatto caso a quanto fosse realistico, allora ho ribaltato la foto così che l’effetto dell’acqua della piscina sembri la realtà.

Il titolo “sotto sopra” rappresenta la situazione che stiamo vivendo noi ora, come se fossimo in un altro mondo dove tutto è l’opposto di quello che facevamo, prima si usciva si aveva contatto con la gente, amici e familiari, ora è tutto il contrario, le relazioni sono più difficili e siamo costretti a restare chiusi nelle nostre case, è un mondo tutto sotto sopra! Ma è proprio in queste situazioni che ci accorgiamo di più di tutto ciò che ci circonda, come io mi sono accorta del riflesso meraviglioso della mia piscina.

Sara Pedata 3B

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IL SOLE VISTO DA QUI

Con questo scatto fotografico ho cercato di trasmettere la sensazione che provo essendo barricato in casa ma sempre alla ricerca di qualcosa di straordinario, come una stella.
Il sole al centro della fotografia e? stupefacente visto da questa angolazione cosi? originale (tra le veneziane di casa mia) e rappresenta la mia ricerca della bellezza anche nel quotidiano.

Dario Pelis 3D

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UN DISASTRO DI FAMIGLIA

La foto che ho scelto si intitola “un disastro di famiglia”; ho scelto questo titolo perché nella foto sono raffigurate le mie due sorelle Iside e Allegra durante un normale pomeriggio tra sorelle. Ho voluto rappresentare le mie sorelle perché prima della quarantena stavo con loro, però molto spesso le mandavo via perché ero stanca da tutta la giornata che avevo trascorso, mentre ora che le ho sempre con me si è creato un legame diverso e a volte se non stanno con me mi mancano molto. Mentre il “disastro” è formato da tutto ciò che sta intorno; tutti gli oggetti che sono accumulati, che per una persona qualunque sembra solo confusione, ma per me ogni oggetto in quell’ ammasso ha un suo valore e un momento da ricordare.

Camilla Mottini 3E

BLACK _ WHITE

IL NOSTRO DETECTOR

“Ciò che riconosce il vero è come un detector, qualcosa che abbiamo dentro e che ci caratterizza, ed è questa esigenza di vero, di bello, di giusto, di amare e di essere riamati, che chiamiamo cuore.” Enzo Piccinini

Questa foto rappresenta una bambina, mia sorella, che nell’oscurità di una soffitta, giocando, trova involontariamente la luce ed il cielo e rimane incantata a guardarli. Lei è come me e come noi: nonostante la situazione di paura e di costrizione che stiamo vivendo, esiste un detector, in ognuno, che ci porta, nelle nostre giornate a cercare qualcosa che vada oltre, che sia bello, perché noi aneliamo alla bellezza. Ho scelto di usare il bianco e nero per togliere le distrazioni dei colori e per dare sostanziale importanza alla luce, che in questa immagine meglio di tutto evidenzia il desiderio del soggetto ritratto e il suo cuore.

Rachele Sghirlanzoni 3C

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LUCE E OMBRE

 

“Volevo urlare quello che sentivo, ma sono stato in silenzio per paura di non essere capito”.

Charles Bukowski

Rabbia, Paura, Solitudine tutte emozioni che vanno “a braccetto” in questo periodo così difficile. Bianco e Nero vediamo solo questi due colori tutto il resto è prosciugato. Vediamo la situazione da un punto di vista “adulto”, ma cosa succederebbe se ci immedesimassimo in una bambina di 9 anni che si trova rinchiusa nella sua casa senza avere contatti umani con il mondo esterno. Senza poter giocare con le sue amiche o correre nei prati del giardino della nonna! La foto è scura l’unico spiraglio di luce è incentrato sulla bambina che si copre il viso con i pugni serrati (rabbia), attorno a lei tutto è buio vuoto, nullo. Le ombre attorno a lei rappresentano la paura di affrontare e il fatto di essere all’oscuro di quello che sarà il nostro futuro.

Beatrice Vigani 3C

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FINALMENTE INSIEME

Durante la quarantena io e la mia famiglia abbiamo cominciato un puzzle da 1000 pezzi e ho deciso di fotografarlo perché è diventato un mezzo per il quale ogni giorno stiamo tutti insieme. Secondo me è straordinario poiché ormai, anche se può sembrarlo, non è scontato passare del tempo in famiglia: tra lavoro, scuola, compiti e studio l’unico momento che rimane libero è la sera ma siamo tutti molto stanchi quindi guardiamo semplicemente un film, con questo puzzle invece ci stiamo divertendo veramente cosa che non accadeva molto spesso.

Marta Gelfi 3E

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FINALMENTE LA SCACCHIERA ESCE DALLA QUARANTENA

In questi giorni di quarantena, non sapendo cosa fare, ho passato al setaccio i vari armadi, con l’obbiettivo di trovare qualcosa con cui intrattenermi. Per mia grande fortuna, nascosta tra i vestiti, ho trovato una scacchiera che sembrava avere più di 100 anni a causa dello strato di polvere sopra di essa. Successivamente, dopo averla spolverata, ho chiamato mio fratello per giocare una sana partita a scacchi, c’era però un problema: mio fratello non conosceva le regole del gioco. Spiegandogli tutti i meccanismi degli scacchi, per la prima volta non ero più un alunno, ma ho provato la strana sensazione di essere un insegnante. Questo episodio è stato molto particolare per la nuova sensazione provata ma anche molto liberatorio perché ha spezzato il lungo periodo di noia che stavo trascorrendo.

Matteo Micheletti 3E

FAMILY

LA PRATOLINA

Un bambino qualunque alle prese con un fiore comune. Scommetto che ognuno di voi, almeno una volta, abbia raccolto questo fiore e l’abbia chiamato “Margherita”. Ecco la Pratolina, che annuncia l’arrivo della primavera. È chiamata scientificamente “Bellis Perennis” e porta con sè due significati. Potrebbe simboleggiare la guerra perenne (“Bellum Perennis”), come gli imprevisti della vita oppure bello perenne (“Bellus Perennis”), come il lato di positività, di felicità che si può trovare in qualunque momento solo se si guarda bene, proprio come fa il bambino.

Miriana Baldassari 3A

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NOSTALGIA

Ho deciso di partecipare al concorso fotografico “Straordinario quotidiano” con una fotografia in cui ho immortalato la mia sorellina mentre, con sguardo nostalgico, si perde nei suoi pensieri appoggiata al muretto del ballatoio che si affaccia sul cortile di casa. Mi ha colpito vedere in lei un’emozione nuova, la nostalgia… eppure la conosco bene! Ma per la prima volta oggi mi sono stupita nel sorprendere in lei gli stessi sentimenti di nostalgia che tante volte riempiono il mio cuore.

Lucia Facchinetti 3B

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FAMIGLIA MARINI

 Può sembrare scontato fare la foto della propria famiglia a tavola, ma in questo periodo così particolare non lo è proprio. Mi sono trovato ad affrontare giorni difficili con il mio papà a letto che non stava bene e poi mia mamma. Io e i miei fratelli eravamo preoccupati e sotto tensione con il nuovo sistema di fare scuola e la paura di questo virus terribile. Adesso che tutto sembra più tranquillo vivo i nostri pranzi e cene in modo diverso e apprezzo che il papà ci sia sempre a tavola con noi, prima lo vedevamo veramente poco. Il momento di stare a tavola ora è una festa per me.

Giulio Marini 3B

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IL MIO SUPEREROE

Da piccolo ero un mini fan di “SUPERMAN”, una persona normale come tutte le altre, ma quando indossava la sua tuta diventava l’idolo di una città intera. Solo che ormai sono cresciuto ed ora durante questo periodo di quarantena ho capito che il supereroe che ho sempre sognato vive con me in casa: quel supereroe è la donna che mi ha cresciuto, mia mamma. Anche lei è una donna come le altre, ma dal momento in cui mette il camice bianco salva vite tutti giorni in un semplice ospedale ormai pieno di gente che ha bisogno di aiuto. Ed è proprio qui che entra in gioco il mio supereroe.

Lorenzo Russo 3E

LANDSCAPE

LA MUSICA DEL TRAMONTO

In questa foto è rappresentato il tramonto che vedo ogni giorno da casa mia. Ho scelto questo titolo perché secondo me il tramonto è una musica che apre alla notte, si vede una sfera rossa che pian piano scende e lascia il posto all’oscurità. Nel buio la musica continua e accompagna i nostri pensieri fino a svanire nei sogni.

Gaia Sangalli 3A

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UNO SGUARDO VERSO LA LUCE

L’orchidea appena sbocciata ricorda la vita che ritorna dopo un lungo silenzio, nonostante i limiti e le avversità. Scruta l’orizzonte, oltre le barriere, alla ricerca della Vera Luce che illumina le nostre vite rendendole possibili anche laddove sembra non esistere alcuna possibilità.

Letizia Facchinetti 3B

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OLTRE UNO SCHERMO

Ho deciso di fotografare un cielo al tramonto immortalato dallo schermo di un telefono. Ho rappresentato un telefono perché la tecnologia, al giorno d’oggi, è come una dipendenza: noi ragazzi passiamo ore a fissare uno schermo senza renderci conto di tutto ciò che ci perdiamo non alzando mai lo sguardo, e, soprattutto, in questo periodo di quarantena, dove tutto sta andando male e le cose da fare sono ben poche, tendiamo a fermare il nostro sguardo sul cellulare, senza distoglierlo per un secondo. Eppure, a volte, basta solo alzare lo sguardo per un momento e si può notare che c’è qualcosa di bellissimo ad aspettarci, come un tramonto. Il sole al tramonto, per me, rappresenta la mia quotidianità (poter uscire, vedere gli amici, andare a scuola), ora come ora così lontana e che sembra svanire nel buio della notte. Eppure domani il sole sorgerà, sarà un giorno nuovo e per accorgermene mi basterà solo alzare gli occhi dallo schermo del telefono.

Beatrice Cornali 3C

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LA VASTITÀ DEL MONDO

Ho scelto questa foto perché grazie ad essa ho capito quanto grande è il mondo e quanto piccola sono io, perciò nella vita non dobbiamo dare nulla di scontato. Mi manca andare a scuola, vedere le mie amiche, fare passeggiate tra la natura e praticare le mie passioni. Tutte queste cose che reputavo impegnative ora mi mancano terribilmente. A mio parere la “quotidianità” serve per fermarsi, guardare fin dove siamo arrivati, capire chi sei, cosa diventerai. Bisogna avere uno scopo nella vita, una ragione per vivere e secondo me questa foto descrive grazie ai suoi colori la vastità del cielo e la bellezza della natura che prima davamo per scontata.

Gaia Rubbi 3D

STORIES

BOLLA DI SAPONE

Durante questa quarantena il modo migliore per sorridere è tornare bambini riprendendo giochi che ci sembravano banali ma che si sono rivelati un buon modo per passare il tempo, per questo ho deciso di fotografare la bolla di sapone.

Stefania Lorini 3A

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LO SGUARDO DELL’ANIMA

L’universo che cela nello sguardo di ognuno di noi, ci da la forza di cercare la felicità nel nostro quotidiano. L’anima che si nasconde dietro i nostri occhi, che risplendono sempre sul viso, freme desiderando la vita. Viene accompagnata in questo momento triste, dalla rigogliosa primavera, che si risveglia in ognuno di noi. Ho deciso di immortalare un occhio, che rispecchia la nostra anima, accanto ad una pianta fiorita, che annuncia l’arrivo della primavera. Ho dipinto dei punti color viola sulla pelle, per risaltare il triste grigio degli occhi, e per mettere ancora più in mostra la lucentezza dello sguardo.

Ilaria Brugnoli 3B

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DUE FINESTRE APERTE SU DUE MONDI

La fotografia raffigura una finestra e un computer. La finestra di casa affaccia al mondo reale, ora inaccessibile e deserto, che non permette di incontrarsi a causa della situazione. Il computer, invece, rappresenta un’altra finestra, un portale che affaccia su un altro mondo, quello virtuale, l’unico esplorabile e “vivibile” in questo momento.  Ho scelto di raffigurare questi soggetti perché, prima della quarantena, non ho mai pensato a quanto fossero simili: entrambi aprono a nuove prospettive, a nuove esperienze. Concreta e astratta: due realtà agli antipodi per eccellenza, ma in questo periodo più vicine che mai. Nonostante l’isolamento forzato posso vedere e incontrare i miei amici, professori, familiari stando comodamente in casa…certo, senza la carica fisica ed emotiva insita nell’incontro diretto…ma questo ormai è divenuto il mio STRAORDINARIO QUOTIDIANO!

Vecchi Sebastiano 3C

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“IO” DI CARTE

Stando a casa ho avuto molto più tempo libero e la maggior parte l’ho dedicato all’ascolto musicale. Infatti, ho ascoltato un pezzo nuovo, “Castelli di carte” di Anastasio, dove la nostra vita viene paragonata ad un castello di carte, e questo brano mi ha molto colpito per come l’autore sia riuscito con così poca difficoltà a parlare di argomenti enormi. Mi ha fatto capire che, quando capitano degli imprevisti che possono far crollare il nostro castello di carte, come il Coronavirus, sotto un altro punto di vista questi ostacoli stanno cancellando la monotonia dalla nostra vita. In primo piano si vede un castello di carte crollato, la situazione di ognuno di noi visto che la quarantena ha scombussolato i nostri piani. In secondo piano si vede un castello di carte in piedi, che pare perfetto, ma alla sua sinistra si trova una boccetta di Attak, con cui il costruttore ha voluto assemblare la propria vita prendendo una scorciatoia, rendendola così monotona. Il bello dei castelli di carte, proprio come nella nostra vita, è che possono crollare da un momento all’altro, e talvolta diventa frustrante cercare di ricostruirli, ma una volta raggiunto l’obbiettivo, la soddisfazione sarà smisurata. Quindi, una volta passato il Coronavirus, le nostre abitudini avranno un valore differente nella nostra vita, e il nostro castello di carte diventerà più speciale e bello di prima.

Riccardo Fadigati 3D