Carissimi genitori,
come sapete sabato 19 settembre abbiamo avuto la possibilità di incontrare di persona Sua Eccellenza il vescovo, Monsignor Francesco Beschi. Già dall’inizio dell’estate abbiamo sentito il desiderio di invitarlo a scuola, per esprimere la nostra gratitudine nei suoi confronti per la paternità e la certezza con cui ha accompagnato l’intera diocesi e in particolare la realtà delle scuole paritarie durante i drammatici mesi della scorsa primavera. Desideravamo inoltre ringraziarlo per il sostegno concreto che la diocesi e la CEI hanno offerto alle famiglie del nostro istituto, contribuendo all’impegno economico di molti di voi genitori con una importante erogazione di fondi destinati a borse di studio. Infine, volevamo condividere con lui il valore educativo e la profondità di relazione che insieme abbiamo potuto sperimentare durante il periodo del Lockdown.
Il vescovo ha accettato subito il nostro invito e si è reso disponibile ad un momento di dialogo prima della celebrazione della Messa. Siamo rimasti molto colpiti dal modo in cui noi che lo ospitavamo ci siamo sentiti accolti da lui: il vescovo ha ascoltato con grande attenzione ciò che gli abbiamo raccontato, poi si è detto profondamente commosso per la nostra condivisione. Ha poi manifestato quanto lo colpisce l’unità che si respira all’interno della nostra scuola: ha parlato di un metodo comunitario che si esprime come amicizia, come fraternità sensibile. Ci ha poi consegnato quella che sente come urgenza per il cammino dell’intera diocesi: “Servire la vita lì dove la vita accade”. E ci ha confidato: “Parlo della vita con la V maiuscola”. Noi desideriamo fortemente che questa sua indicazione possa diventare sempre più concreta nel nostro quotidiano: che il nostro camminare insieme, che la nostra collaborazione possa essere segnata da questa tensione a servire la Vita, lì dove accade: a lezione, nei momenti di dialogo e incontro con voi, nell’assiduo lavoro di organizzazione e disposizione della vita scolastica.
Durante l’omelia alla messa, alla quale hanno preso parte il personale docente e non docente della scuola, il direttivo della associazione genitori e il gruppo dei dirigenti, abbiamo ringraziato Sua Eccellenza per come ci ha aiutati a riconoscere che lo sguardo che genera la nostra comunità scolastica è lo sguardo di Cristo che, generandoci e strappandoci dal nulla, ci permette a nostra volta di generare instancabilmente, anche in mezzo alle difficoltà determinate dalla pandemia.
Sua Eccellenza ci ha detto che i mesi che abbiamo trascorso ci hanno mostrato che “fare il proprio dovere è fare più del nostro dovere”, che fare scuola è seminare un seme di civiltà e che la nostra testimonianza come opera non deve essere caratterizzata dall’eccellenza, ma dall’eccedenza, quell’eccedenza che nasce da un cuore pieno. E ha ribadito: “La forza di questa scuola sta nella comunitarietà che si alimenta di amicizia, fraternità e grandezza di cuore.” Poi, colpito dallo squillo della campanella, ci ha fatto notare: “normalmente la campanella più attesa è quella che segna la fine della giornata, ma quest’anno la campanella più attesa è quella dell’inizio. E allora vi auguro che sia un nuovo inizio.”
Così è con il cuore reso più grande e lieto dalla riconoscenza per l’incontro con questo padre premuroso, che vi salutiamo augurandoci che l’inizio di questo anno scolastico possa costituire per tutti noi un nuovo inizio.
Per chi volesse è possibile vedere la messa sul canale You Tube della scuola.
Qui l’articolo dell’Eco di Bergamo La scuola si alimenta di amicizia e fraternità.