2011 Delitto e Castigo

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Delitto e Castigo_La Traccia

 

“Delitto e castigo” di F. Dostoevskij: di nuovo in scena il 20 e 21 agosto a Rimini

A partire da mercoledì 20 giugno 2012, sul sito del Meeting  saranno in vendita i biglietti per le due repliche di “Delitto e castigo” che la Compagnia teatrale dei licei “La Traccia” presenterà lunedì 20 e martedì 21 agosto 2012 presso il teatro Ermete Novelli di Rimini, nell’ambito del Meeting 2012.

Progetto teatrale 2011: “Delitto e castigo” di F. Dostoevskij

Delitto e Castigo_La Traccia

 

 4 novembre 2011

Auditorium Scuola la Traccia, ore 20.45

“Io c’ero. Anzi, io ci sono!”

Serata di racconto del viaggio in Russia. Siete tutti invitati.

in russia da attori

 

Articolo di “L’eco di Bergamo” di giovedì 3 novembre 2011

8 ottobre 2011

“Delitto e castigo” va in scena presso il Maly Teatr di Mosca (Russia).

teatro_La Traccia

30 settembre, 1 ottobre e 2 ottobre 2011

“Delitto e castigo” va in scena presso il Teatro di arte drammatica di Kemerovo in Siberia (Russia).

teatro_La Traccia

 

 

Il servizio del TG della TV siberiana

Video del finale del concerto alla Filarmonica di Kemerovo a cui la compagnia è stata invitata:

 

Il servizio di BERGAMO TV

 

 

 

Il servizio di RAITRE:

 

 

altri link:

Teatro di arte drammatica di Kemerovo

L’articolo e il bellissimo video dell’agenzia tayga.info

 

Dopo la prima: si aggiunge una nuova replica

 

In aggiunta alle serate già in programma del 13 e del 14 aprile (pass esauriti), è stata programmata una terza serata di replica per martedì 12 aprile. I pass saranno disponibili a scuola da lunedì 4 aprile.

 

Aprono le prenotazioni

 

Da venerdì 18 marzo saranno disponibili i pass per la prima di giovedì 31 marzo e le repliche del 13 e 14 aprile.

 

 

 

Genesi di una scelta

 

(racconto del prof. Stefano Mascetti, regista della compagnia insieme ai prof. Nembrini e Rossi)

 

“Ottobre 2010. Farina 00. Stinco di maiale con polenta. Contorno di erbette. E’ da un mese che con il prof. Rossi e il prof. Nembrini confrontiamo le letture estive, immaginiamo regie di uno, due, tre testi, discutiamo lungamente su ciò che ci ha colpito nella tal commedia, nel tal romanzo. Da un mese leggiamo con quell’intelligenza tutta particolare, che viene dall’idea che quei testi, un giorno, potrebbero essere le nostre parole. Un mese prima si era parlato di Delitto e castigo, subito scartato. Troppo lungo. Troppo difficile. Non ricordo come il discorso sia tornato sul romanzo di Dostoevskij, ma ricordo bene che quel giorno, a pranzo, ci siamo dati quattro giorni per rileggerlo. Il 2 di novembre mi arriva un SMS di Rossi: “Finito il romanzo. Ne parlerei per ore. E forse per questo merita che ci lavoriamo.”

 

Ripenso spesso a questo inizio, almeno ogni volta che qualcuno ci prende per matti per la nostra scelta. Ci penso perchè in quelle due righe è racchiusa la natura del nostro fare teatro: non lavoriamo un anno per dare una forma scenica a ciò che sappiamo, possediamo e abbiamo capito di un testo, ma per arrischiare un incontro e una lunga frequentazione con un autore, senza sapere dove ci porterà, ma certi che ne valga la pena per la ferita che le sue parole hanno aperto in noi.

 

Il protagonista di Delitto e castigo è un ex studente di nome Raskol’nikov, che in russo significa “diviso” come la dialettica dalla vita, il peccato dalla verità, che per ragioni poco chiare, un po’ per dare una svolta alla sua vita, un po’ per sentirsi superiore alla massa, decide di ammazzare una vecchia usuraia e derubarla. Da quel giorno inizia la sua vicenda, giocata come una partita a scacchi contro la polizia, in cui ognuno è convinto di essere l’unico a possedere la verità. La logica spietata di questa partita però viene messa in discussione dall’incontro con l’ubriacone Marmeladov e con sua figlia Sonja, che, nella miseria e nel peccato, conoscono il nesso fra la verità e la misericordia.

 

Il romanzo si svolge in una Pietroburgo sporca e squallida, popolata di uomini devastati dalla miseria, ma mai condannati dal proprio male. Dostoevskij infatti ha la caratteristica di commuoversi per ognuno dei suoi personaggi, mostrando, in mezzo al nero, il bagliore di verità che c’è in tutti, che, per quanto tenue, ha la forza di vincere, perchè è più vero, più reale di tutto il nostro male.”